Autodeterminazione e Morte: parliamone

4 Ott , 2025 - EVENTI

Autodeterminazione e Morte: parliamone

L’associazione Morire per Vivere ha organizzato una tavola rotonda per promuovere una discussione incentrata sul fine vita  da una prospettiva filosofica, storica e socioculturale.

il punto di partenza

Il punto di partenza della tavola rotonda è nato dall’incontro con un titolo capace di interrogare in profondità: “Aiutami a morire” (titolo originale: “Wenn Sie kein Feigling sind Herr Pfarrer”, pubblicato da Armando Dadò Editore nel 2024), scritto dalla filosofa Dr. Suzann-Viola Renninger. 

Da questa sollecitazione è emersa l’esigenza di aprire uno spazio di dialogo su un tema tanto delicato quanto attuale, sviluppato grazie al contributo diretto dell’autrice, intervenuta insieme allo psicologo Alessio Neri, vicepresidente dell’Associazione Morire per Vivere.

Perché affrontare il tema del desiderio di morire in modo autodeterminato?

Abbiamo scelto consapevolmente di proporre questo argomento, spesso considerato un tabù, ma che rappresenta una realtà sempre più presente nella nostra società contemporanea. Parlare di autodeterminazione nel fine vita significa confrontarsi con questioni etiche, esistenziali e relazionali profonde, che toccano la dignità, la libertà individuale e il significato stesso della vita.

Viola, come ama essere chiamata, ha guidato la riflessione offrendo al pubblico una lettura ampia e articolata del tema, intrecciando prospettive filosofiche, storiche e socioculturali. Il suo intervento ha permesso di collocare il desiderio di morire non solo come esperienza individuale, ma anche come fenomeno influenzato dal contesto in cui viviamo.

Alessio Neri è intervenuto con sensibilità e precisione, arricchendo il dialogo con domande puntuali e stimolanti. Il suo contributo psicologico ha aperto ulteriori livelli di comprensione, portando l’attenzione sugli aspetti interiori, relazionali ed emotivi legati al tema.

l’importanza delle parole

Uno degli aspetti rilevanti che vogliamo sottolineare in questo articolo è l’importanza che rivestono le parole che vengono utilizzate per definire il concetto di fine vita.

Il tema è stato affrontato in modo molto sensibile e la sensazione che molti hanno avuto dopo aver partecipato a questo incontro è stato di leggerezza e non di pesantezza nonostante la delicatezza del tema.

Viola ha parlato anche di Exit, un’associazione svizzera che si occupa del fine vita assistito, mettendo in atto un protocollo che tutela la trasparenza e la salvaguardia di tutte le componenti etiche.

Ha infine avuto l’occasione di parlare anche della morte di suo padre, per la prima volta e in pubblico, dato che a casa sua era impossibile toccare questo tema. 

Poesia ispirante

Anche in occasione di questa tavola rotonda, come accade nei Cerchi di parola che l’Associazione ciclicamente promuove, è stata data lettura di una poesia, scritta da Alessio Neri, che qui riportiamo.

Spesso la lettura di una poesia ci aiuta ad accogliere e a far sedimentare nel nostro animo argomenti profondi e delicati che sono oggetto dei nostri incontri.

SORELLA MORTE

(Alessio Neri, 2002)

Da che sorella morte

mi si è seduta accanto

scrivo con gli occhi dell’ultimo respiro

Lieve sento la trama che m’impedisce ancora

di contemplarne il volto

Ma vedo che mi è amica

e non ho fretta

né inutilmente desidera colpirmi

Si limita per il momento

ad osservarmi

come affettuosa madre davanti

ai primi passi del bambino

E mi accarezza il capo

se piango quando incerto cado

Spazza la mente da inutili pensieri

e lascia che libero il dolore

nei più inattesi spazi

apra il suo corso

Io ascolto i muti suoi consigli

e tremo assieme a lei e al suo pudore

per le creature e per la vita intera

Ma so che un giorno

in una primavera d’inondato sole

con delicato cenno sulla spalla

mi ruberà a me stesso, alle mie cose e al fiore.

in conclusione

Ne è nata una serata intensa e coinvolgente, capace di mantenere un equilibrio tra profondità e apertura, nonostante la complessità e la delicatezza dell’argomento trattato. Un incontro che ha invitato alla riflessione, al confronto e all’ascolto reciproco.

Organizzare tavole rotonde su temi che la società tende a evitare significa restituire dignità a esperienze che, se taciute, rischiano di isolare chi le vive. Il confronto apre spazi di parola dove il dolore smette di essere solo individuale e diventa condivisibile, comprensibile, umano. È proprio in questi luoghi che ciò che è considerato tabù può trasformarsi in consapevolezza, e la fragilità in una forma autentica di connessione tra le persone.

a cura di Paolo Boffa


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