L’Associazione “Morire per Vivere”, in collaborazione con “L’Angolo di lettura di Brusino Arsizio” (ALBA) ha presentato i testi di Charles Berthouzoz, contenuti nel libro; “La mort brute”, “La nuda morte”, “Der raue Tod”.
Il libro in lingua francese è stato tradotto in italiano da Alberto Nessi e in tedesco da Marlies Amman.
La presentazione è stata documentata dalla TargetMedia Production. Puoi vedere il video cliccando sul link qui sotto.
La mort brut-la nuda morte-der raue Tod.
Lo scrittore Charles Berthouzoz, nato nel 1944 in Vallese e morto improvvisamente nel 2013 nel Salento, ha studiato teologia a Sion e Friburgo. Ha lavorato come vicario a Nendaz (1971-1976) e fino al 1990 come parroco a Val-d’Illiez, definendosi sempre un “Curé de campagne”, un umanista alla ricerca di autenticità e dell’essenza delle cose.
L’importante decisione di lasciare il ministero è dettata da un suo intimo percorso esistenziale, sempre alla ricerca di coerenza, ma anche dal peso dei dogmi ecclesiastici.
Nel 1991 e fino al 2000 accetta l’incarico di consulente funerario, e assume un ruolo di sostegno e accompagnamento alle famiglie in situazione di perdita e lutto. È di quel periodo la stesura dei testi per “La mort brute”, pubblicati nel 1991 dal Musée d’Ethnographie di Ginevra.Nel 2000, trasferitosi in Ticino, dopo varie esperienze in ristoranti e alberghi, ha la grande opportunità di diventare gerente del ristorante Vallemaggia di Locarno, luogo d’integrazione lavorativa per persone portatrici di handicap. Charles Berthouzoz (Charly), viveva i cambiamenti che la vita proponeva, come una sorta di viaggio, fisico, antropologico e spirituale. Li considerava una modalità nuova per riappropriarsi della vita e rinnovare la passione verso gli esseri umani.
Alla sua morte, Enrico Matasci, allora direttore di Pro Infirmis, propone di rendergli omaggio attraverso una traduzione e una nuova edizione dei suoi scritti. La Fondazione Pedroncini aderì al progetto e ne assicurò il finanziamento. La traduzione in italiano è di Alberto Nessi (ed. alla chiara fonte, 2014), quella che seguì è curata da Marlies Ammann (ed. Pudelundpinscher, 2017). Le due edizioni sono bilingue (francese/italiano e francese/tedesco).
Gli scritti di Charles Berthouzoz tracciano un ritratto senza veli sulle umane reazioni di fronte alla cruda realtà della morte e invitano ognuno a confrontarsi con le proprie difficoltà nell’affrontarla.
I testi mettono a nudo i sentimenti e i comportamenti di coloro che rimangono; amici, parenti, professionisti e, malgrado l’implacabile durezza, trascendono la tristezza, il dolore e, a tratti, si tingono perfino di quel fine umorismo che conferisce un po’ di leggerezza alla realtà.
Berthouzoz affronta dunque di petto e senza fronzoli l’inevitabilità della morte e la difficoltà di rappresentarla, un merito importante di questo libro dal carattere atemporale.
In sintesi, Charles Berthouzoz ha trasformato le sue esperienze nel settore funerario in poesie che esplorano la realtà della morte e il suo impatto sulle persone, offrendo una prospettiva unica e toccante e contribuendo a rompere il silenzio che circonda il momento fatale della nostra vita.
a cura di Paolo Boffa
