DUNQUE SI PUÒ

10 Ago , 2026 - Ispirazioni poetiche

DUNQUE SI PUÒ

Dunque si può. Dire mi dispiace 

dire perdonate e ottenere il perdono, 

subito. Essere del tutto ripulito. 

Nuovi. Si può. Allora perdona.

Se ho sempre preferito me la mia persona. 

Se ho pensato d’essere migliore d’ogni altro animale. 

d’ogni altro organismo vegetale. 

Se ho messo me. Se ho messo me per prima. 

Il capriccio di me, l’estetica di me. Il sollievo di me.

Perdonate se non ho guardato 

con attenzione tutte le meraviglie quotidiane. I passaggi di luce. Le stagioni. 

Certe facce. Oh musi. 

Se non ho adorato la varietà mutevole del mondo, 

se non l’ho servita, protetta da me stessa, 

non abbastanza cantata, fatta entrare, 

appoggiata sul fondo mio a farmi più intonata e vigile. Perdona

Se ho riso troppo poco. Se poco ho ringraziato 

per le camminate nel bosco, per quell’ebbrezza 

di gambe nell’andare, accordo delle mani 

in ogni semplice tariffa. Se non ho ringraziato 

per il dolce dormire e tenerci abbracciati

sulla sponda del buio spaventoso.

Se mai ho ringraziato perché c’erano gli altri 

e anzi ne ho patito la presenza e spesso 

ho preferito la voce scritta dei morti. 

Perdonate ogni omissione mia, la cecità che mi ha fatto sentire d’essere buona, 

l’ipocrisia con cui mi sono assolta, la misura del mio volere bene. 

E se il cane che festeggia al mattino la mia entrata in cucina 

se è per mia consolazione inviato 

affinché sia alleggerita, come del resto il sole, 

le arance sul tavolino, il cioccolato, il vino. 

Se tutto questo è disposto e animato 

perché io sia migliore, più lieta –

Perdonate le mattine scure 

e l’umore nero – la chiusa testa murata 

nelle sue tortuose galere, la prigionia interiore in cui mi relego, 

muta e scontrosa 

dimentica dei doni.

Se non sono del tutto e sempre 

innamorata del mondo, della vita, 

sedotta e vinta dalla rivelazione 

d’esserci d’ogni cosa, e d’altro non troppo ben nascosto – dietro l’evidenza. 

Questo più d’ogni altra cosa perdonate. 

La mia disattenzione. 

Mariangela Gualtieri


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