In questo cerchio abbiamo trattato il tema del SILENZIO e ci siamo confrontati esaminando tutte le sfumature che questo tema suggerisce, sia in positivo che in negativo.
come funziona un cerchio di parola
I cerchi di parola sono incontri basati sull’ascolto e sulla condivisione, in cui ogni partecipante può esprimersi liberamente in uno spazio sicuro e non giudicante.
I partecipanti sono seduti in cerchio, una forma che non indica una posizione predominante: nel Cerchio siamo tutti uguali.
Dopo un breve giro di presentazione, durante il quale ogni partecipante dice il proprio nome e il luogo di provenienza, il conduttore dà lettura del Patto di condivisione, un regolamento che definisce i comportamenti etici che i partecipanti devono osservare e che accettano tacitamente.
Dopo l’introduzione al tema oggetto dell’incontro, il Cerchio viene suddiviso in piccoli cerchi che nell’arco di mezz’ora si confrontano in assoluta libertà di espressione sul tema proposto. Ogni piccolo cerchio nomina un portavoce che riporterà poi le riflessioni e le essenze ricavate nel Cerchio di parola che si ricompone per un momento di “raccoglimento” indotto dalla lettura della poesia.
Tutti i partecipanti avranno poi la possibilità ascoltare il resoconto di ogni singolo gruppo e, dopo un giro conclusivo dove ogni partecipante può descrivere il proprio stato d’animo o lasciare una sua riflessione conclusiva, l’incontro termina con i saluti.
il tema del cerchio di parola: il silenzio
Morire per vivere significa attraversare, che lo si voglia o meno, soglie di trasformazione nella nostra percezione della realtà: in questo peregrinare assume assoluta rilevanza la dimensione del SILENZIO.
Silenzio significa infatti riuscire a mettere in sospensione la griglia di pensieri con cui leggiamo il nostro sentire, mettersi a lato dell’ondeggiare delle emozioni, evitare ogni giudizio affrettato.
Ma il silenzio non equivale necessariamente ad assenza e vuoto: può divenire culla del cambiamento, un momento di raccoglimento e riflessione che cerchiamo volontariamente, per proteggerci e sospendere ciò che ci opprime o ci addolora.
Può essere indotto da una perdita, da un lutto o banalmente da una telefonata che non arriva e che genera una sensazione di disinteresse, di assenza … ma può essere anche una nostra volontaria ricerca di uno spazio nuovo che ci valorizzi nel quotidiano e può contribuire al nostro benessere psicofisico.
Perché il silenzio prepara lo spazio per il nuovo, lo nasconde da sguardi inopportuni, ne protegge l’esito.
le essenze
Le essenze prodotte dal cerchio di parola sono particolarmente ricche ed estese. Le abbiamo quindi suddivise in base ai quattro gruppi:
Gruppo 1
Silenzio costruttivo: ci permette di centrarci su di noi, di recuperare le forze, di essere pronti ad intraprendere la vita: è questo è l’opposto della vita frenetica. Un silenzio rigenerativo, di stare bene e di aver cura di sé . Si nutre di uno sguardo diverso rispetto a ciò che ci circonda, anche nei confronti del nostro corpo. Viviamo meglio così e ci relazioniamo meglio con gli altri. Questo silenzio consente un contatto con il Qui e ora e ci consente di nutrirci di qualcosa di più profondo che uno sguardo frettoloso non ci nutrirebbe.
Silenzio di chiusura: silenzio di rabbia, di controllo. Silenzio che mette a disagio.
Gruppo 2
Densità di significato del silenzio positivo rispetto a quello negativo.
Silenzio e di per sé ascolto, è anche una scelta, necessaria, un confine da porre ma anche dove si sceglie di stare.
Silenzio interiore ed esterno. Il silenzio ci fa confrontare con noi stessi sia positivamente che negativamente, ci permette di vedere dei tesori che altrimenti non vedremmo.
Silenzio condiviso: ritiro in meditazione: un silenzio condiviso unisce molto di più di una conversazione.
Un’esperienza simile è quella del canto? Crea qualcosa che assomiglia al silenzio?
Rumore silenzioso interno, dei rimuginii interni.
Le parole riducono ciò che si vuole esprimere. Trovare il silenzio nei posti inaspettati.
Il silenzio interno e quello esterno sono collegati.
Gruppo 3
Il silenzio assoluto non esiste. È protezione. Ci si protegge. Spesso dove si alza la voce si vuole silenzio. Non c’è musica senza silenzio. Questa cosa spacca il confine tra vita e morte. Creare musica nel silenzio. Che è vivo parla più delle parole. È un vuoto che dà la possibilità di essere riempito. Vuoto non comodo quando si perde una persona. Rielaborazione della perdita.
Il silenzio: Cosa ci fa tutto questo rumore? Quanto suono c’è ? Il silenzio sa essere molto ricco. Riempie, vive interiormente. E spesso è molto, molto pieno. E il pieno è spesso vuoto.
L’esperienza della “Totenstille” (dal tedesco Die Totenstille, “ il silenzio della morte”): sacro, pieno. Silenzio del morto, silenzio statico, denso, pieno; come fosse un grande regalo.
Silenzio d’amore e saggezza. Il saggio si esprime raramente ma quando si esprime….
Gruppo 4
Silenzio: qualcosa di molto ricco e curativo. Anche senza grandi spiegazioni, camminare nel silenzio, serenità. A qualcuno fa paura il silenzio, perché ti fa pensare alle cose che non vuoi; aiuta la riflessione e il pensiero.
Vivere tanti tipi di silenzio diversi: il Vivere e il morire per esempio. Silenzio della morte, silenzio del quotidiano che non c’è più. Silenzio che pian piano diventa pieno, esiste un legame nell’assenza, che è attorniato da una parte silente. L’altro c’è è presente, esiste ancora, è un silenzio che si riempie in un altro modo, anche nel riconoscere cosa quella persona ti ha lasciato.
Silenzio della Natura, sospensione come nella meditazione, e la natura concilia questa sospensione; c’è sempre un mondo di brusio che ci disturba. Silenzio nel lockdown che è venuto a crearsi ha portato anche pace, una pausa, tregua.
Nervosismo per la mancanza di silenzio, insofferenza.
Silenzio è sacro; il silenzio è il linguaggio di Dio. Stordire gli altri con silenzio. Bellissimo il silenzio tra due persone, un rapporto vero è tale anche se c’è silenzio. Far parlare altro oltre la parola. Continuare a parlare per forza può essere una violenza.
Gli ultimi momenti di una persona, c’è silenzio, ma è pieno.
Esiste un silenzio negativo: per esempio nei confronti delle brutture del mondo; un silenzio in una relazione è un’arma. Bisogno di vedere le due sfumature del silenzio, non solo quella positiva.
Silenzio come imbarazzo; vicino alla morte: stiamo insieme in silenzio; un silenzio pieno, presente. Bisogno di parlare nell’incontro.
Stare in silenzio è stare con me stesso; imbarazzo nasce dal pensiero di voler riempire a tutti costi.
Essere capaci di stare in silenzio.
Silenzio negativo: Congiura del silenzio; non dire le cose. Non dire la verità. Per esempio in termini di malattia.
La musica inizia con il silenzio. Silenzio dell’attesa, della sala da concerto, tenere la tensione nel silenzio. Lotta per il silenzio. Silenzio degli animali, presenza. Tutti abbiamo nostalgia dei momenti di silenzio vero. Silenzio è anche staccare i pensieri. Silenzio interiore. Il padre della creatività è il silenzio. La vita senza la morte non c’è. Silenzio dove ci si sente abbracciati, e sorretti, in questo senso il silenzio guarisce, perché si può fare un’ immersione interiore e fare i conti anche con quello che non ci piace.
poesia ispirante
Questa è la poesia ispirante scelta per questo incontro
“Sii dolce con me. Sii gentile.”
(Mariangela Gualtieri)
Sii dolce con me. Sii gentile.
È breve il tempo che resta. Poi
saremo scie luminosissime.
E quanta nostalgia avremo
dell’umano. Come ora ne
abbiamo dell’infinità.
Ma non avremo le mani. Non potremo
fare carezze con le mani.
E nemmeno guance da sfiorare
leggere.
Una nostalgia d’imperfetto
ci gonfierà i fotoni lucenti.
Sii dolce con me.
Maneggiami con cura.
Abbi la cautela dei cristalli
con me e anche con te.
Quello che siamo
è prezioso piú dell’opera blindata nei sotterranei
e affettivo e fragile. La vita ha bisogno
di un corpo per essere e tu sii dolce
con ogni corpo. Tocca leggermente
leggermente poggia il tuo piede
e abbi cura
di ogni meccanismo di volo
di ogni guizzo e volteggio
e maturazione e radice
e scorrere d’acqua e scatto
e becchettio e schiudersi o
svanire di foglie
fino al fenomeno
della fioritura,
fino al pezzo di carne sulla tavola
che è corpo mangiabile
per il mio ardore d’essere qui.
Ringraziamo. Ogni tanto.
Sia placido questo nostro esserci –
questo essere corpi scelti
per l’incastro dei compagni
d’amore.
in conclusione
È sembrato un paradosso “parlare” di “silenzio”, ma grazie alla condivisione di idee e pensieri tra i partecipanti in cerchio siamo riusciti ad addentrarci in un tema estremamente vasto, molto suggestivo e che genera riflessioni che vanno approfondite e assimilate nel tempo.
Non a caso le essenze estratte da questa serata sono particolarmente abbondanti e speriamo vivamente che tu possa trovarci spunti di profonda riflessione.
Anche la tua opinione è importante e ti invitiamo a scrivere un commento qui sotto: lo leggeremo con piacere e interesse faremo sicuramente spazio per accogliere la tua riflessione e il tuo contributo.
Ci aiuterai così a costruire un patrimonio di conoscenza collettiva da condividere
a cura di Paolo Boffa

Caro Paolo,
grazie per il tuo grande lavoro, chiaro, preciso e la grafica mi piace.
Una piccola correzione : Totenstille vuol dire “ il silenzio della morte “
Un caro saluto Ursula
Grazie mille cara Ursula per il tuo prezioso commento e per la tua costante partecipazione ai Cerchi di parola. Provvedo subito a correggere il testo. Un abbraccio