L’ ACCETTAZIONE

26 Mag , 2025 - CERCHI

L’ ACCETTAZIONE

In questo cerchio di parola abbiamo parlato di ACCETTAZIONE, pietra miliare nel percorso di crescita personale e passaggio fondamentale per dare valore al vivere

come funziona un cerchio di parola

I Cerchi di parola sono incontri basati sull’ascolto e sulla condivisione, in cui ogni partecipante può esprimersi liberamente in uno spazio sicuro e non giudicante.

I partecipanti sono seduti in cerchio, una forma che non indica una posizione predominante: nel Cerchio di parola siamo tutti uguali.

Dopo un breve giro di presentazione, durante il quale ogni partecipante dice il proprio nome e il luogo di provenienza, il conduttore dà lettura del Patto di condivisione, un regolamento che definisce i comportamenti etici che i partecipanti devono osservare e che accettano tacitamente.

Dopo l’introduzione al tema oggetto dell’incontro, il Cerchio di parola viene suddiviso in piccoli cerchi che nell’arco di mezz’ora si confrontano in assoluta libertà di espressione sul tema proposto. Ogni piccolo cerchio nomina un portavoce che riporterà poi le riflessioni e le essenze ricavate nel Cerchio di parola che si ricompone per un momento di “raccoglimento” indotto dalla lettura della poesia. 

Tutti i partecipanti avranno poi la possibilità ascoltare il resoconto di ogni singolo gruppo e, dopo un giro conclusivo dove ogni partecipante può descrivere il proprio stato d’animo o lasciare una sua riflessione conclusiva, l’incontro termina con i saluti.  

il tema del cerchio: l’accettazione

L’ACCETTAZIONE è la pietra miliare nel percorso di crescita personale, nonché un elemento fondamentale di ricostruzione del proprio benessere psicofisico in occasione di un evento traumatico.

Spesso veniamo sopraffatti da un sentimento depressivo, che confonde l’accettazione con un sentimento di rassegnazione. Abbiamo la tendenza a focalizzarci su ciò che è andato perduto, rinunciando a ciò che resta e a ciò che di ricco e positivo ancora ci aspetta dietro l’angolo.

Accettare significa infatti dare valore al vivere, significa abbandonare una gabbia dorata composta spesso da rimpianti, parole non dette e conclusioni errate, così da creare spazio e accogliere, valorizzando profondamente e pienamente la vita, la nostra e quella degli altri.

le essenze

Le essenze prodotte dal cerchio di parola sono le seguenti:

  • L’accettazione è un percorso: non avviene subito, ma si costruisce con il tempo, come un allenamento.
  • Non riguarda solo i grandi eventi: la trasformazione avviene nel quotidiano, nelle piccole esperienze di ogni giorno.
  • Spesso nasce da emozioni forti (rabbia, paura) che rappresentano una porta d’ingresso al processo.
  • Le aspettative personali e sociali possono ostacolare l’accettazione, rendendola più difficile da vivere.
  • Avere dei punti fermi può aiutare, ma non elimina la necessità di attraversare il processo.
  • Accettazione e accoglienza sono collegate, ma non coincidono: accettare implica anche la capacità di ricevere.
  • L’accettazione è una scelta consapevole e una conquista, che passa attraverso l’elaborazione dei propri limiti.
  • Il principale rischio è confonderla con la rassegnazione: accettare non significa subire passivamente.
  • Accettare significa anche dare un senso a ciò che inizialmente sembra non averne.
  • Il lasciar andare è centrale: per accogliere il nuovo è necessario fare spazio, lasciando andare parti di sé.
  • Accettare è un atto verso sé stessi, che riporta nel qui e ora e favorisce il contatto con la vita.
  • Il bisogno di controllo può ostacolare il processo: stare nella fragilità può generare più forza del controllo stesso.
  • Accettare implica anche lasciar morire alcune parti di sé (idee, identità, aspettative).
  • L’accettazione della morte, del limite, della malattia e del decadimento può aprire nuove visioni e intensificare la vita.
  • Essere consapevoli di ciò che non ci piace permette due strade: ribellarsi o accettare.
  • Il cambiamento reale avviene quando si passa dalla mente al cuore: solo ciò che tocca in profondità trasforma.
  • Esistono meccanismi di fuga (evitare, mettere distanza, riempire il vuoto) che impediscono il processo.
  • Accettare è diverso dalla sola consapevolezza: è un passaggio ulteriore, più profondo.
  • L’accettazione può aprire alla gratitudine e a una presenza più piena nel presente.
  • Riguarda tutta la vita: limiti, perdita di autonomia, vecchiaia, morte.

poesia ispirante

Questa è la poesia ispirante scelta per questo incontro:

CANTO DI ESEQUIE

(Endre Ady)

Ciò che trascorre si fa brutto.

Nemmeno la tristezza è bella se è spenta.

Da lungo tempo odio il passato

Ho innalzato il mio cuore

e annuncio ai piagnoni:

“Beato chi seppellisce con lietezza”.

Cessare è l’ordine della gioia

e trasmutarsi in nuove forme.

E senza fine vengono le gioie.

Tutto ciò che è, è vergine fresca.

Lascia la zitella dei ricordi

e libero e lieto afferra il presente.

Anche da vecchio, alza le spalle con giovane animo,

quando sorgono dal tempo antico 

ombre vane e multicolori 

Chi non è oggi, non è mai stato.

Ricordare è un peso da schiavi.

L’uomo libero dimentica e se ne va.

La vita è un minuto che sempre trascorre.

Tu congeda con un bacio ogni minuto.

Anche la pena è gioia nel presente.

Sia pur molto misero l’oggi,

il passato non mi avrà sua preda .

Io chiudo gli occhi e l’abbraccio 

in conclusione

Ognuno di noi attraversa le proprie difficoltà con la propria esperienza e i propri riferimenti. Ma spesso andare oltre le nostre convinzioni può essere addirittura salvifico.

Abbiamo approfondito questo tema attraverso un articolo. Per leggero basta cliccare qui.

Anche la tua opinione è importante e ti invitiamo a scrivere un commento qui sotto: lo leggeremo con piacere e faremo sicuramente spazio per accogliere la tua riflessione e il tuo contributo. 

Ci aiuterai così a costruire un patrimonio di conoscenza collettiva da condividere.

a cura di Paolo Boffa


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