In questo cerchio ci siamo confrontati sul tema della RINASCITA, un evento successivo e possibile dopo essere riusciti ad accettare che nulla è permanente, eterno. La vita è mutevole, scorre.
come funziona un cerchio di parola
I Cerchi di parola sono incontri basati sull’ascolto e sulla condivisione, in cui ogni partecipante può esprimersi liberamente in uno spazio sicuro e non giudicante.
I partecipanti sono seduti in cerchio, una forma che non indica una posizione predominante: nel Cerchio di parola siamo tutti uguali.
Dopo un breve giro di presentazione, durante il quale ogni partecipante dice il proprio nome e il luogo di provenienza, il conduttore dà lettura del Patto di condivisione, un regolamento che definisce i comportamenti etici che i partecipanti devono osservare e che accettano tacitamente.
Dopo l’introduzione al tema oggetto dell’incontro, il Cerchio di parola viene suddiviso in piccoli cerchi che nell’arco di mezz’ora si confrontano in assoluta libertà di espressione sul tema proposto. Ogni piccolo cerchio nomina un portavoce che riporterà poi le riflessioni e le essenze ricavate nel Cerchio di parola che si ricompone per un momento di “raccoglimento” indotto dalla lettura della poesia.
Tutti i partecipanti avranno poi la possibilità ascoltare il resoconto di ogni singolo gruppo e, dopo un giro conclusivo dove ogni partecipante può descrivere il proprio stato d’animo o lasciare una sua riflessione conclusiva, l’incontro termina con i saluti.
il tema: la rinascita
In questo incontro, dopo il “Lasciare andare”, ci siamo focalizzati sull’idea di RINASCITA: morire-lasciare andare-rinascere, rappresentano tre momenti essenziali nell’acquisire una nuova configurazione percettiva della realtà, il che implica impegno, dedizione e perturbante presentimento del cambiamento.
La vita non è statica, ma un continuo scorrere in una naturale alternanza tra momenti di piacere e di dolore: rifiutando di fluire con essa restiamo intrappolati, ancorati a ricordi o convinzioni che non vogliamo lasciare andare.
Fluire con la vita significa saper lasciare ciò che va e accogliere ciò che viene, ed è una capacità che può essere anche allenata e consolidata. Si tratta sempre di scegliere, e la scelta spetta sempre a te.
le essenze
Le essenze prodotte dal cerchio di parola sono le seguenti:
La resistenza al lasciare andare
Difficoltà a “morire” simbolicamente: cosa non riusciamo a lasciare?
Attaccamento a identità passate, ruoli, relazioni, sicurezze.
Paura del vuoto che precede la rinascita.
La sensazione di sospensione tra fine e nuovo inizio.
Il “non sapere” come spazio scomodo ma necessario.
Il vuoto non come assenza, ma come spazio generativo.
Lasciare andare non è solo mentale, ma anche fisico.
Il controllo e il fluire
Il bisogno di controllare la vita contrapposto alla fiducia nel processo.
Quanto è difficile “lasciarsi accadere” le cose.
L’illusione che trattenere eviti il dolore.
Il tempo della trasformazione
L’impazienza: voler rinascere subito senza attraversare la fase di morte.
Il rispetto dei propri tempi interiori.
La ciclicità: ogni rinascita contiene nuove piccole morti.
La scelta
Scegliere di lasciare andare vs essere costretti a farlo.
La responsabilità personale nel cambiamento.
Il momento in cui si riconosce che “non posso più restare dove sono”.
La paura della rinascita
Non solo paura di perdere, ma anche paura di diventare qualcosa di nuovo.
Il timore di non riconoscersi più.
Il sabotaggio del cambiamento.
Fidarsi senza avere garanzie.
L’esperienza che qualcosa si sta muovendo anche se non è chiaro cosa.
Piccole rinascite quotidiane
Non solo grandi eventi, ma micro-morti e micro-rinascite.
Cambiamenti sottili nel modo di vedere, sentire, reagire.
Allenare il fluire nella vita di tutti i giorni.
Nuova percezione della realtà
Come cambia lo sguardo dopo una “rinascita”.
Nuovi significati attribuiti alle esperienze.
Ciò che prima era problema può diventare risorsa.
poesia ispirante
Questa sono le due poesie ispiranti che abbiamo proposto durante questo incontro:
L’uno e il tutto
(W. Goethe)
Spiriti buoni avviano partecipi,
maestri sommi, dolci guide,
verso Colui che tutto crea e creò.
E a ricercare il già creato,
perché non si corazzi nell’irrigidimento,
opera l’eterna vitale attività.
Ed ecco, ciò che non era, vuol divenire,
bianchi astri solari, policrome terre.
La sosta non è ammessa mai.
Deve tutto muoversi, agire, attivarsi,
formarsi e tosto formarsi,
solo in apparenza si arresta per attimi.
L’Eterno è sempre in moto in tutto:
ché tutto deve distruggersi, annullarsi,
se vuole persistere nell’essere.
Quattro quartetti – V
(T.S. Elliot)
Le parole si muovono, la musica si muove
solo nel tempo; ma ciò che soltanto vive
può soltanto morire. Le parole, dopo il discorso
giungono al silenzio. Soltanto
per mezzo della forma della
trama, possono parole e musica raggiungere
la quiete, come un vaso cinese ancora
perpetuamente si muove nella quiete.
Non la quiete del violino
finché dura la nota non
quella soltanto, ma la coesistenza o diciamo
che la fine precede il principio e la fina
e il principio erano sempre lì, prima
del principio e dopo
la fine. E tutto è sempre ora.
in conclusione
In ogni momento, dinnanzi a ogni difficoltà abbiamo sempre la possibilità di rinascere: sta a noi scegliere.
Anche la tua opinione è importante e ti invitiamo a scrivere un commento qui sotto: lo leggeremo con piacere e faremo sicuramente spazio per accogliere la tua riflessione e il tuo contributo.
Ci aiuterai così a costruire un patrimonio di conoscenza collettiva da condividere.
a cura di Paolo Boffa
